Dal 3 settembre 2026 il Brasile non può più esportare nell'Unione Europea bovini, equini, pollame, uova, prodotti dell'acquacoltura, miele e budella ai sensi del Regolamento UE di esecuzione (il 2026/1189, adottato il 4 giugno e pubblicato in Gazzetta Ufficiale UE il 5 giugno), ed è già operativo. Per chi da anni denuncia la distanza tra gli standard che l'Europa impone ai propri allevatori e quelli che tollera da chi le vende cibo da fuori, è una notizia che va salutata per quello che è: un principio di reciprocità finalmente applicato, non solo predicato.