- Dec 10, 2025
TEA/NGT: la deregulation europea degli OGM 2.0! Come impedire ai consumatori di scegliere il proprio cibo (e addio Bio)
- Monia Caramma
- La verità vi prego sul cibo, Benessere
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Alla faccia della Sovranità alimentare (seriamente, perchè il Ministero non elimina questa denominazione dal suo titolo? se si potesse strappare con disonore come le mostrine militari, vi giuro lo farei), il ministro Lollobrigida, Coldiretti, CIA, Confagricoltura hanno brindato all'approvazione politica dei TEA(NGT). L’accordo raggiunto in Europa sulle nuove tecniche genomiche (new genomic technique, NGT) è stato raggiunto in sede di “trilogo” – l’organismo che vede insieme Consiglio, Commissione e Parlamento europei – e dovrà adesso avere il via libera definitivo del Consiglio e del Parlamento prima di essere adottata. “Le nuove tecniche genomiche possono aiutarci a fare di più con meno. Il regolamento ci permetterà di sviluppare nuove varietà vegetali più resistenti ai cambiamenti climatici e che richiedono meno fertilizzanti o pesticidi. I nostri agricoltori e il settore agroalimentare saranno meglio attrezzati per innovare e continuare a produrre cibo sano e sicuro per i nostri cittadini”, ha commentato Jacob Jensen, ministro per l’Alimentazione, l’Agricoltura e la Pesca della Danimarca, paese presidente di turno dell’Ue.
Cos’è una NGT?
NGT (Nuove Tecniche Genomiche) o TEA (Tecnologie di Evoluzione Assistita) sono le "forbici molecolari" come CRISPR che promettono piante super-resistenti alla siccità o virus, senza i "vecchi" OGM. Ma attenzione: non tutte le NGT sono uguali! L’UE le divide in NGT1 e NGT2, con regole diverse. Spieghiamole semplicemente, con esempi dal mondo reale, pro/contro e cosa significa per te consumatore.
Immagina il DNA come un testo gigante: le NGT sono "editor" digitali per correggere errori o aggiungere frasi. Ma alcuni editor sono "precisi e naturali" (NGT1), altri "invadenti" (NGT2). Vediamo la differenza!
Le NGT usano enzimi (come CRISPR-Cas9) per modificare il DNA delle piante in modo mirato, senza (o con poco) DNA straniero da batteri. A differenza degli OGM classici (es. mais con gene batterico), sembrano "naturale". L’UE (proposta 2023-2024) vuole classificarle: NGT1 = "equivalenti convenzionali" (no etichetta OGM), NGT2 = ancora OGM (etichette, controlli).
Per NGT si intendono le piante prodotte attraverso procedimenti di precisione, che consentono modifiche del genoma senza l’inserimento di Dna estraneo, con una sequenza o una combinazione di sequenze della stessa specie o comunque strettamente correlata. Mentre le varietà ottenute dall’introduzione di materiale genetico da una specie non incrociabile, la transgenesi, resteranno comunque soggette alla legislazione vigente sugli OGM.
NGT1 e 2, differenze.
Secondo il Consiglio UE una pianta NGT-1 può essere considerata equivalente a quelle convenzionali “quando differisce dalla pianta madre per non più di 20 modifiche genetiche“. In sostanza non sussiste l'obbligo di dichiarare al consumatore se l'alimento è deriva da varietà ottenuta con tecniche genetiche o no.
Le piante NTG-2 invece presentano modificazioni genomiche più complesse e manterranno i requisiti della legislazione esistente sugli OGM, inclusa l’etichettatura obbligatoria dei prodotti.
E il bio?
Il biologico è un metodo di produzione che esclude gli OGM e simili, come indicato dal Reg UE 848/2018 negli artt. 4, 5 e 6. Purtroppo l'UE il 4712/2025 ha stabilito che le piante NGT 1 sono convenzionali e non necessitano di misure volte ad etichettarne o tracciarne i prodotti.
Diventa ancora più importante acquistare da agricoltori di fiducia. La nostra salute è una scelta.
Vi ricordo che la Sovranità alimentare è il diritto di un popolo di definire le proprie politiche agricole scegliendo cosa e come produrre, scambiare e consumare, privilegiando cibo nutriente, culturalmente adeguato, ecologicamente sostenibile e prodotto localmente, mettendo al centro i piccoli produttori e i consumatori e opponendosi ai sistemi globali guidati dalle multinazionali. Si focalizza sul controllo locale delle risorse (terra, acqua, semi) e sulla valorizzazione delle conoscenze tradizionali, andando oltre la semplice "sicurezza alimentare" (avere cibo a sufficienza).